venerdì 23 marzo 2012

sin palabras



Sin Palabras... Senza Parole
E' così che si rimane ascoltando il nuovo CD di Stefano Grondona.
Senza Parole, ammutoliti da un Grondona totalmente immerso in una musicalità senza confini che ci trasporta in un mondo di musica e di emotività, trascendente da qualsiasi legame con il mondo terreno come poche volte, anche da lui, ho avuto modo di ascoltare.

Il CD è totalmente dedicato alle trascrizioni di musica romantica di Miguel Llobet. Troviamo musiche di Schubert, Mendelssohn, Bizet, Chopin, Tschaikovsky, Chaminade, Anton Rubinstein, Schumann, Villar, Grieg, Vives oltre a un Anonimo.
Come ormai consuetudine nei CD di Grondona, il booklet interno è più un saggio che una semplice raccolta di "note di copertina". Questa volta Grondona ci offre una completa e interessante spiegazione storica oltreché artistica del perché di queste trascrizioni, apparentemente così lontane dal mondo della chitarra. Una lettura attenta è dovuta, le cose scritte offrono spunto di profonde riflessioni su argomenti troppo spesso risolti in facili pregiudizi.
All'interno del booklet una dedica molto significativa, che riporto qui integralmente:

"Dedico queste mie interpretazioni delle trascrizioni di Llobet a tutti i miei allievi ed anche a coloro che sono stati i miei maestri.
Attraverso di esse rivolgo a loro tutti il più recondito messaggio che di questo mio maestro ancestrale si cela in queste pagine.
Dedico anche il significato di questo CD a tutti coloro che 'criticamente' non hanno ancora saputo rapportarsi in modo completo, molteplice e amorevole alla profondità e alla sostanziale ragion d'essere di queste opere 'chitarristiche'."

Ritornando alla musica... 
Un assoluto capolavoro.
Ci sono pagine di intensità rara, come la Romanza senza parole op.30 n.3 di Mendelssohn, o il preludio op.28 n.6 di Chopin dove si trascende lo strumento e la musica si esprime nella sua più intensa purezza. Grondona stesso trascende da tutto, la sua conoscenza dello strumento è ormai totale, ne possiede il controllo completo e personalissimo. La reinterpretazione di pagine famose, non scritte per chitarra, non ne è la semplice e salottiera trasposizione per vivere di luce riflessa, per strappare un ascolto o un applauso da chi ci ascolta ma in realtà ricorda e pensa al pianoforte o all'orchestra, no, non è un "link".
Le trascrizioni di Llobet sono un capolavoro di intuizione e di trasposizione, i brani non sono scelti a caso, non sono scelti per compiacere la platea, ma perché contengono al loro interno qualcosa a cui la chitarra può donare molto. Grondona, infatti, le interpreta (e non avevamo alcun dubbio che fosse così) senza alcun complesso d'inferiorità, senza "scimmiottare" le versioni originali, senza farne in alcun modo la parodia. Canta con la sua voce, con le sue mani queste pagine, offrendo alla musica le molteplici e inimitabili possibilità espressive della chitarra, in perfetta simbiosi con il pensiero di Llobet, tanto da far dimenticare che quei preludi di Chopin li avevamo già ascoltati per pianoforte: è musica nuova.
Certo, sta poi anche a chi ascolta uscire dai pregiudizi, offrendosi con purezza di spirito a un "ascolto nuovo"...

La chitarra di Torres è, nelle mani di Grondona, uno strumento di un'altro pianeta. E' l'essenza più pura di una chitarra. Pura qualità, la vera "desaparecida" degli strumenti odierni.
Ci arrivano suoni ed emozioni straordinari, colori sempre vari con equilibri sempre perfetti.
Troppo facile sarebbe dire: "suona come un cello" oppure "suona come un flauto" e via dicendo.
No, suona come una chitarra, nella sua più alta e nobile espressione. Non imita nessuno: è pura identità.
E' bene sottolinearlo, perché questi contenuti siano di riferimento ora, per il presente, senza aspettare il filtro della storia.

Io vedo Grondona sempre più come un marziano, un extraterrestre che, in un mondo sempre più rumoroso, pieno di chitarristi muscolosi e rampanti che si esibiscono su chitarre bioniche computerizzate con turbo-intercooler in una disperata gara a chi va più veloce o urla più forte, in un mondo dove ormai i dischi li fanno gli studenti per fare curriculum e non i musicisti nel pieno della loro maturità, ebbene, in questo panorama Grondona ci offre invece pagine di intensità e ispirazione assolute con un repertorio (anche inedito) inusuale e quasi provocatorio nel suo essere "fuori moda": una "bolla" di musica e bellezza in mezzo a tutto questo rumore.


CD Stradivarius STR33915

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